Arrivano di frequente: storditi, talora in stato letargico. Chi di loro è in grado, racconta l’accaduto. In caso contrario, la verità affiora dopo i prelievi del sangue eseguiti dai medici del pronto soccorso dell’ospedale Regina Margherita di Torino: sovradosaggio, ovvero abuso, di paracetamolo. Abuso intenzionale da parte di ragazzi e ragazze che assumono quantità sconsiderate di compresse, affidando quella che sovente è una richiesta di aiuto a un farmaco noto e sicuro, ma non per questo innocuo. Il fenomeno, diciamo pure l’emergenza, è in rapida diffusione. Al punto che Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha lanciato un “alert” alle Regioni, queste alle Asl, le aziende ai medici, anche se non si comprende bene cosa dovrebbero fare. «Si richiama l’attenzione sull’importanza di un uso corretto e consapevole del paracetamolo, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti - avverte l’Agenzia -. L’assunzione di quantità superiori a quelle indicate può determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico». Un richiamo preventivo? Purtroppo, ad abuso in corso: «L’analisi dei dati disponibili a livello nazionale indica un numero significativo di casi. Pur in assenza di un incremento dei casi nel tempo e di evidenze riconducibili a comportamenti imitativi o a presunte “sfide social”, il fenomeno rappresenta un rischio clinico rilevante». Quanto all’assunzione, «può essere legata a gesti impulsivi o dimostrativi e a una errata percezione che il medicinale sia privo di rischi. Per questo è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali e che gli adulti di riferimento svolgano un ruolo attivo nel favorire un utilizzo responsabile».
Allarme paracetamolo: si moltiplicano i casi di abuso tra gli adolescenti, anche a 12 anni
L’Aifa: i ragazzi lo assumono per gesti dimostrativi o per tentare il suicidio






