Un farmaco comunissimo, presente in quasi tutte le case, percepito spesso come innocuo perché da banco e usato fin dall’infanzia. Eppure il paracetamolo, se assunto oltre le dosi corrette, può provocare danni gravi al fegato e, nei casi più severi, conseguenze irreversibili. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha acceso i riflettori su un fenomeno che preoccupa sempre di più: i casi di sovradosaggio intenzionale tra adolescenti, spesso legati a gesti impulsivi, fragilità emotive o alla sottovalutazione dei rischi reali del medicinale.

Il richiamo si basa sull’analisi congiunta dei dati disponibili a livello nazionale, quelli della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e, in particolare, quelli del Centro Antiveleni di Pavia, che indicano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo in questa fascia di età. Un segnale d’allarme che non riguarda soltanto la farmacologia, ma anche il disagio psicologico giovanile, il ruolo delle famiglie e la percezione distorta dei farmaci “quotidiani”. Ne abbiamo parlato con Danilo De Gregorio, Professore Associato in Farmacologia presso l’Università Vita Salute San Raffaele e Project Leader dell’Unità di Neuropsicofarmacologia dell’Ospedale San Raffaele.