di
Dario Sautto
A 7 mesi dall'omicidio, condanna in primo grado per il minore che si consegnò due giorni dopo il delitto raccontando che il colpo di pistola partì per errore quando mostrò l'arma «agli amici». L’allarme del prefetto sui baby killer
Ad appena 15 anni, impugnò una pistola e uccise con un colpo di pistola alla testa il 19enne Marco Pio Salomone. A distanza di sette mesi dall'omicidio, è arrivata la condanna in primo grado a 14 anni e 8 mesi per il 15enne reo confesso, che si consegnò due giorni dopo il delitto e raccontò agli investigatori della Squadra Mobile di Napoli che il colpo di pistola era partito per errore e che stava mostrando l'arma solo per spaventare Salomone e il gruppo di amici, in quel momento in auto in via generale Francesco Pinto all'Arenaccia.
Una tesi, questa, che non ha mai convinto appieno gli investigatori. Il movente dell'omicidio sarebbe da ricondurre al fatto che il giovane assassino subiva da tempo vessazioni da parte di quel gruppo di ragazzi. Dalle indagini sarebbe emersa anche una minaccia formulata nei confronti di quei ragazzi in un periodo precedente all'omicidio.









