L'indagine della Corte dei conti per danno erariale, partita da un'inchiesta archiviata dalla procura di Roma. A settembre l'udienza. La difesa: «Non è materia da giudici contabili»

Alberto Oliveti guida l’Ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri, Enpam, da quasi quindici anni. Prima del 2012, data della nomina, è stato consigliere e vicepresidente di un ente di diritto privato – ma omologato a quelli di diritto pubblico – tra i più ricchi (30 miliardi di patrimonio) ed ha subito più volte polemiche sullo stipendio ricevuto dall’Ente considerato troppo alto da alcuni critici, anche tra le associazioni di categoria. Ora, però, è la procura contabile di Roma – in un atto che Open ha potuto leggere – a contestare il danno erariale e a fare i conti di quanto effettivamente Oliveti abbia guadagnato nel corso degli anni. Secondo la Corte dei conti, avrebbe ecceduto il lecito, danneggiando Enpam, di 1.968.654 euro.

Le accuse dei magistrati

La sede della Fondazione Enpam l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri a Piazza Vittorio Emanuele II. ANSA/ANGELO CARCONI

I magistrati fanno in particolare due accuse specifiche al presidente dell’Ente che gestisce i contributi di 365mila iscritti tra medici e dentisti e 175mila pensionati: una riguardante lo stipendio effettivamente ricevuto, superiore al limite pubblico dei 240mila euro annui in vigore fino al luglio 2025 (secondo la procura della Corte dei conti quel parametro vale in modo orientativo anche per gli Enti assimilati); l’altra perché Oliveti avrebbe preso emolumenti in parallelo per la partecipazione ai consigli di amministrazione dei fondi di gestione del patrimonio di Enpam. Con l’effetto di guadagnare due volte, dicono i magistrati contabili, per la gestione dei medesimi fondi dell’Ente che presiede.