Ora la Procura ha deciso di indagare anche sulla morte di Cisse Camara, il 42enne arrestato per aver ucciso a bottigliate Pietro Alberto Paolo Signor in Villetta Di Negro, il 30 maggio scorso.
Morto due giorni fa all’ospedale San Martino, le sue condizioni erano gravissime da giorni, in particolare a causa di una polmonite aggravata anche dall’uso di sostanze stupefacenti. Pochi giorni fa, intubato e sedato, era stato trasferito dalla Rianimazione del pronto soccorso alla Rianimazione M3 del policlinico.
L’ennesima tragedia di questa storia dell’orrore non chiude, comunque, gli accertamenti della Procura. Perché il pm Francesco Cardona Albini intende disporre l’autopsia anche sul corpo di Camara, dopo quella fissata su Signor. Al di là della polmonite, di certo una malattia serissima soprattutto se non curata, gli inquirenti vogliono capire se altri fattori abbiano portato al decesso di un uomo comunque nel pieno dell’età.
La sua morte è arrivata senza che Camara sia mai stato sentito dagli inquirenti: non è infatti mai avvenuto l’interrogatorio di garanzia necessario per la convalida dell’arresto, perché le sue condizioni non lo hanno mai consentito.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo, Pietro Signor detto “Pedro”, 48 anni, originario di Milano, è stato ucciso con colpi di cocci di bottiglia, poi legato mani e piedi e trascinato all’interno di Villetta Di Negro. Cisse Camara, 42 anni, senegalese con precedenti penali, è stato arrestato quasi in flagranza di reato. L’intervento dei militari non è stato semplice, vista l’aggressività riferita dell’uomo.








