John Sugar ha un nuovo caso. Dal 19 giugno arriva su Apple Tv la seconda stagione di 'Sugar', la serie neo-noir con Colin Farrell nei panni di un investigatore privato charmant, malinconico e appassionato della Hollywood classica. Cinquant'anni, una nomination agli Oscar e tre Golden Globe in tasca - per 'In Bruges', 'Gli spiriti dell'isola' e 'The Penguin' - l'attore irlandese ama il personaggio "per la sua semplicità". "È capace di usare la violenza quando è necessario, ma sceglie la correttezza. Anzi, nemmeno la sceglie: semplicemente è una persona perbene. Penso sia una qualità piuttosto rara nei personaggi che ho visto sullo schermo negli ultimi 20-25 anni", riflette Farrell in un'intervista all'ANSA a Los Angeles. L'eroe della serie è un detective che gira per la metropoli californiana con decappottabile, completo scuro e cravatta, vive in un hotel di lusso e frequenta bar malfamati. E, incidentalmente, è un alieno. I suoi compagni extraterrestri hanno lasciato il pianeta in fretta e furia alla fine della prima stagione. Lui è rimasto per cercare risposte sulla scomparsa dell'amata sorella, avvenuta molto tempo prima. "John è rimasto completamente solo. Non ha amici, non ha una rete di sostegno. Deve ripartire da zero. Si getta in un nuovo caso per affrontare la nostalgia di casa, il senso di alienazione e la solitudine", spiega all'ANSA lo showrunner Sam Catlin. Nel primo degli otto nuovi episodi, Sugar accetta l'incarico di trovare il fratello maggiore di un pugile di origine coreana che si sta facendo strada nel mondo della boxe. Una ricerca che presto si allarga fino a una cospirazione oscura che attraversa tutta la città, mentre il detective-alieno continua anche la disperata ricerca della sorella. Raymond Lee e Jin Ha interpretano i due fratelli al centro della vicenda; tra le new entry del cast ci sono anche Tony Dalton, Laura Donnelly e Sasha Calle. "Sugar è come un recipiente vuoto: sta imparando a conoscere l'umanità e ad assorbirne gli aspetti. È puro - e non tutti quelli della sua specie sono così - ha scelto di modellarsi su figure maschili classiche come Humphrey Bogart", spiega la produttrice esecutiva Audrey Chon. In fondo quella che raccontiamo è una storia di assimilazione, una storia di immigrazione!", chiosa Catlin. Di certo questo detective contemporaneo è un alieno per la tenerezza che mostra verso i più deboli: dai camerieri ai senzatetto, dai giovani balordi di strada alle madri a cui hanno ucciso un figlio. Sugar rende cool l'empatia. "Sei gentile. Molti uomini non amano sentirselo dire, credono che sia un segno di debolezza", dice a Sugar la misteriosa e affascinante Charlotte, la donna che incontra mentre cena da solo al ristorante, interpretata da Donnelly. "Chi si chiude al mondo per non farsi ferire finisce per perdere molte delle opportunità che la vita ha da offrire. Penso che la vita sia più ricca se non vai in giro sulla difensiva. Guardiamo il mondo che ci circonda: la gentilezza, la scelta di trattarci con un rispetto autentico, di guardarci davvero l'un l'altro, manca in molti ambiti. Io stesso potrei fare meglio... tutti potremmo fare meglio", riflette Farrell, che ha una fondazione che sostiene persone con disabilità intellettive, come suo figlio James. 'Sugar' è una rilettura contemporanea e originale di uno dei generi più popolari e significativi della letteratura, del cinema e della televisione: quello dell'investigatore privato. E Los Angeles, vera co-protagonista della serie, è un set d'elezione, consacrata da una tradizione che va da 'La fiamma del peccato' e 'Il grande sonno' a 'Chinatown' e 'LA Confidential'.