Colin Farrell – cinquant’anni di talento, eccessi, disintossicazioni, film hollywoodiani (da Alexander a Dumbo) e titoli indipendenti di successo come Gli spiriti dell’isola – negli ultimi anni ha trovato nuova popolarità grazie alla serialità d’autore: irriconoscibile come pinguino della Dc Comics, The Penguin, spinoff di Batman, e detective stiloso e di buon cuore nella serie noir Sugar.
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La prima stagione con protagonista l’investigatore privato John Sugar, omaggio a Philip Marlowe, che guida una Corvette del ’66, beve whiskey e indossa completi su misura, al sesto episodio ha lasciato il proprio pubblico di stucco con una rivelazione che ha diviso gli spettatori. Chi ha pensato che il finale di stagione fosse un colpo di scena geniale (chi non ha visto la prima stagione e ha intenzione di farlo meglio che non prosegua la lettura) può ritrovare John Sugar dal 19 giugno su Apple tv con un nuovo caso da risolvere: la sparizione del fratello maggiore di un giovane pugile emergente.
"Sugar", Colin Farrell torna da alieno in una Los Angeles noir
Una rivelazione inaspettata












