I contratti attesi da jv Osn con Italia, Portogallo e Grecia
I due cacciatorpediniere per la Marina Militare Italiana, le tre fregate Fremm Evo per il Portogallo, l’operazione Grecia per cedere due Fremm italiane, le navi spia Clara e lo studio per il rinnovo della nave da supporto Etna per la Marina italiana. Sono i dossier attesi in campo navale militare da Fincantieri-Leonardo, attraverso la joint venture Orizzonti Sistemi Navali, per il resto del 2026 e che, per il gruppo di Trieste, potranno avvicinare l’obiettivo dichiarato di 5 miliardi di euro di nuovi ordini nel business militare. La pipeline è riportata in un capitolo del bilancio di OSN, jv per la progettazione e produzione di unità navali militari che vede Fincantieri al 51% e Leonardo al 49%. I due soci non commentano le opportunità commerciali in attesa di definizione.
La relazione, consultata da Radiocor, accompagna i conti approvati ad aprile e stima indicativamente entro luglio la definizione dei contratti per due nuovi cacciatorpediniere per la Marina Militare Italiana con il relativo supporto tecnico-logistico pluriennale per un ammontare indicato nel Documento programmatico pluriennale del ministero della Difesa in circa 2,7 miliardi. Nel lungo termine il programma, si legge nel Dpp 2025-27, prevede poi altre due ulteriori unità navali. Il secondo dossier è quello portoghese: da mesi Lisbona ha scelto Fincantieri per acquistare tre fregate Fremm Evo in una commessa stimata in 3 miliardi di euro che rientrerebbe tra i progetti finanziati attraverso i fondi europei Safe. La relazione di OSN indica “entro giugno” il completamento delle fasi di offerta, negoziazione e contrattualizzazione. Il governo portoghese è stato autorizzato a febbraio dalla Commissione Ue a chiedere fino a 5,8 miliardi del programma Security Action for Europe.






