La Regione Piemonte boccia l’apertura anticipata al 31 agosto chiesta da Confartigianato Cuneo. Protestano i sindacati a tutela dei docenti, lamentando i problemi di forte caldo anche per gli alunni
Indice
Le ragioni del mondo produttivo e il miraggio del modello emilianoLa dura replica del sindacato Cub e lo stress climatico nelle auleLa netta chiusura dell’assessora Cameroni e le peculiarità territoriali
Il dibattito sulla gestione dei tempi estivi e sulla conciliazione tra impegni professionali e dinamiche familiari si arricchisce di un capitolo incandescente nel nord-ovest del Paese. La Regione Piemonte ha stroncato sul nascere la proposta di avviare una sperimentazione per aprire le scuole primarie già a partire dal prossimo 31 agosto.
L’istanza, formulata nelle scorse settimane da Confartigianato Cuneo attraverso una petizione lanciata sulla piattaforma Change.org, mirava a trasformare gli istituti in presìdi educativi per alleggerire il carico economico dei centri estivi privati. L’ipotesi ha però sollevato un muro invalicabile di dissensi, incassando il netto rifiuto della giunta regionale guidata da Alberto Cirio, delle sigle sindacali e del corpo docente.









