Alimentazione 18 giugno 2026 Lo ha sostenuto il ministro Lollobrigida, travisando però le nuove misure approvate dal Parlamento europeo sui nomi dei prodotti legati alla carne ANSA Aggiornamento 18 giugno, ore 20:30 – Dopo la pubblicazione di questo articolo, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha inviato a Pagella Politica una replica. La pubblichiamo integralmente in fondo all’articolo.***
Il 17 giugno il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha pubblicato su Instagram un post sulla cosiddetta “carne sintetica”, rivendicando sul tema una vittoria del governo Meloni. Impropriamente, con l’espressione “carne sintetica” si indica la carne coltivata, ossia quella prodotta in laboratorio a partire da cellule animali.
«Siamo stati i primi al mondo a vietare la produzione e il commercio della carne sintetica», ha scritto Lollobrigida nella descrizione del post. La frase accompagna una grafica in cui si legge: «Da Europarlamento stop a carne sintetica e meat sounding» e, più sotto, «avevamo ragione noi! L’Europa segue l’esempio italiano». Il riferimento è al voto del 16 giugno con cui il Parlamento europeo ha approvato nuove misure per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare. Su questo Lollobrigida ha lasciato intendere che il Parlamento europeo abbia seguito la linea del governo italiano e che abbia vietato di fatto la carne coltivata. Ma è davvero così? Abbiamo verificato e le cose non stanno come dice Lollobrigida. È vero che il Parlamento europeo ha approvato nuove regole che limitano l’uso di alcune denominazioni legate alla carne per prodotti che non contengono carne. Non è vero, però, che l’Unione europea abbia vietato la produzione o la commercializzazione della carne coltivata.Il voto del Parlamento europeo Come detto, il 16 giugno il Parlamento europeo ha approvato una proposta di regolamento per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare. Il testo, che non è ancora definitivo perché dovrà essere approvato anche dal Consiglio dell’Unione europea, interviene su diversi aspetti: dai contratti tra agricoltori e acquirenti al ruolo delle organizzazioni di produttori, fino ad alcune norme sull’etichettatura dei prodotti agricoli.














