Il Parlamento europeo approva in plenaria la riforma del regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli e, sul ‘meat sounding’, conferma l’accordo raggiunto a marzo scorso con i Paesi. Con 560 voti a favore, 75 contrari e 25 astensioni, Strasburgo dà il via libera al testo che introduce una definizione comune del termine ‘carne, come ‘parti commestibili di animali’. Ergo: nomi come ‘bistecca’, ‘filetto’ o ‘costolette’, stando al regolamento, dovranno applicarsi solo ai prodotti contenenti carne ed escludere quelli coltivati in laboratorio o a base vegetale. Si accoglie, dunque, la richiesta avanzata da Coldiretti e Filiera Italia e, per molti europarlamentari, questo significa accettare un ‘boccone avvelenato’ in un testo che contiene una serie di misure importanti per gli agricoltori. Salvi, invece, i ‘veggie burger’ che, dopo mesi di trattative tra i co-legislatori, sono stati infine esclusi dal divieto.
Lollobrigida Gongola e ricorda la sua legge sulla carne
Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida che, però, mette sul piatto una battaglia diversa, ossia quella alla produzione e al commercio della carne sintetica. Che è altra cosa rispetto alla nuova stretta. Il voto di Strasburgo riguarda esclusivamente il meat sounding. “Siamo stati i primi al mondo a vietare la produzione e il commercio della carne sintetica. Ci hanno accusato di oscurantismo, convinti che dall’Europa sarebbe arrivata una sonora bocciatura. Invece, dopo il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea e il Commissario per la Salute, anche il Parlamento Ue segue la linea italiana tracciata dal Governo Meloni” ha scritto Lollobrigida sul proprio profilo Facebook, ricordando la sua legge. Per essere effettivo, il divieto dovrà comunque essere confermato anche dai 27 Paesi Ue nelle prossime settimane.
















