L’automobile è molto più di un mezzo di trasporto. È un simbolo di libertà individuale, uno strumento di lavoro, un indicatore dello stato di salute dell’economia e, oggi più che mai, il terreno dove si gioca una delle più grandi trasformazioni del nostro tempo: quella energetica.Per questo motivo questa settimana i lettori trovano allegato a L’Espresso uno Speciale dedicato all’automotive, un settore che attraversa una fase di cambiamento profondo e che coinvolge da vicino cittadini, imprese, istituzioni e territori. Abbiamo cercato di raccontare il presente e soprattutto il futuro della mobilità, affrontando i temi che animano il dibattito pubblico e le scelte industriali dei prossimi anni. Dall’evoluzione dell’automobile alle sue molteplici declinazioni, dal confronto tra motorizzazioni elettriche e termiche fino alle prospettive dell’idrogeno, che potrebbe trovare nell’autotrasporto e nella logistica i suoi principali ambiti di sviluppo. Senza dimenticare tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’auto: il design, la sicurezza, l’elettronica, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie che stanno ridefinendo il rapporto tra uomo e macchina.Ma parlare oggi di automotive significa inevitabilmente parlare di energia. Perché ogni riflessione sul futuro della mobilità si intreccia con la questione dell’approvvigionamento energetico. La questione è entrata pesantemente negli ultimi mesi nelle case degli italiani, con i costi delle bollette lievitati e l’aumento dei carburanti, nonostante gli strumenti messi in campo per attenuare l’impatto di questi rincari sulle famiglie e sulle imprese, quali le misure contenute nel cosiddetto Decreto Bollette che interviene con agevolazioni tariffarie e tagli agli oneri di sistema per alleggerire il costo dell’energia elettrica e del gas, attingendo anche a risorse ricavate da un’addizionale sull’Irap applicata alle grandi aziende energetiche: un segnale che chi ha guadagnato di più dalla crisi è chiamato a contribuire. Mentre la nuova proroga al 3 luglio del taglio delle accise su benzina e diesel ha contrastato il caro carburanti.Intanto, prosegue il percorso di sostegno alle fonti rinnovabili e alla decarbonizzazione dell’economia, con investimenti e incentivi destinati ad accelerare la transizione energetica. Accanto a queste misure si è riaperto anche il confronto sul possibile contributo del nucleare di nuova generazione al mix energetico nazionale. Un dibattito destinato a proseguire, che richiederà approfondimenti, nuove competenze e una valutazione attenta delle opportunità e delle criticità.In questo scenario complesso, caratterizzato da grandi sfide ma anche da straordinarie opportunità, è fondamentale evitare semplificazioni e contrapposizioni ideologiche. La transizione energetica e quella della mobilità non possono essere affrontate con slogan o tifoserie. Servono visione industriale, investimenti, ricerca, infrastrutture e soprattutto una capacità di accompagnare cittadini e imprese lungo un percorso che sarà inevitabilmente graduale.L’Espresso continua nell’impegno di offrire ai propri lettori strumenti di conoscenza e chiavi di lettura per comprendere meglio una trasformazione che tocca tutti noi. Perché un corretto approvvigionamento energetico riguarderà sempre di più lo sviluppo del Paese, garantirà la competitività delle nostre imprese, la qualità dell’ambiente e, in definitiva, la vita quotidiana di ciascuno di noi.