di Roberto Tortoramercoledì 1 luglio 20263' di letturaGuerre, costi dell’energia e transizione ecologica. I fattori della profonda crisi dell’automotive nel mondo sono molteplici. In Europa nel 2025 - secondo il report annuale di AlixPartners - sono state vendute circa 18,7 milioni di vetture (inclusi veicoli commerciali leggeri), ne sono state prodotte 17 milioni, a fronte di una capacità teorica di circa 28 milioni. Di questo si discute a 4 di Sera, il programma di approfondimento di Rete 4 condotto da Francesco Vecchi.Tra gli ospiti c’è Stefano Bonaccini, che pensa sia stato fatto un errore con il Green Deal: “Penso sia sacrosanto, sia l'obiettivo e la transizione necessaria, però io penso che sia stato fatto un errore: andava fatto per gradi e soprattutto il Green Deal avrebbe avuto bisogno e avrebbe bisogno di un po' più di incentivi e un po' meno di sanzioni e regolamentazioni. Perché è evidente che nelle nostre città chi ha l'auto che inquina sono le persone più povere o comunque quelle che non hanno un conto corrente di un certo tipo e se noi non garantiamo a coloro di poter sostituire l'auto con un incentivo importante, il rischio è che saranno quelli penalizzati e penseranno che l'élite, cioè tutti noi qui in Europa o nei vari governi dei 27, facciamo le misure per noi o per chi se lo può permettere. L'Unione Europea deve provare a correggere e dare un po' di differenziazione, ma con un obiettivo però che non può essere messo in discussione ogni volta. La transizione è giusta, ma bisogna che troviamo la compensazione per non perdere posti di lavoro e in ogni caso procedere con più incentivi”.