Genova – Da tre giorni Davide Oriano va avanti e indietro ripetendo l’esame di chirurgia, accampato davanti allo stadio Luigi Ferraris per essere tra i primi a entrare al concerto di Olly. E farà così per tutte e tre le date, pur di godere dello spettacolo da più vicino possibile. «Non è la prima volta, l’ho già fatto anche per Elisa l’anno scorso mentre preparavo neurologia e poi da Ultimo mentre stavo ripassando radiologia, ha sempre portato bene. Se lo dirò al professore? Solo se l’esame andrà bene», sorride mentre stempera la tensione ma al tempo stesso l’emozione per questo concerto tra una canzone e l’altra, dopo aver ascoltato da fuori tutte le prove. Al quinto anno di medicina, sa che questi live gli daranno la giusta carica per gli ultimi giorni di ripasso prima di presentarsi all’appello del 30 giugno, conciliando così i suoi doveri di studente e il suo amore per la musica.

Assieme a lui ci sono nuovi e vecchi amici conosciuti in queste occasioni. «Il bello di questi eventi è che anche quando vieni da sola come me non lo sei mai», racconta Federica Lemma, 28 anni, che arriva - con tanto di bandiera - direttamente dalla Basilicata. «La porto con me per dimostrare che sì, esiste davvero come regione», sulla sua pelle ha tatuate le parole del suo brano preferito “L’anima balla” a formare un cuore con “tutta vita, vai serena” sull’altra mano. «Credo che Olly per la nostra generazione sia un artista capace di mandare messaggi importanti pur trasmettendo grande spensieratezza». Energia, libertà, felicità. Queste le parole più pronunciate dai tantissimi ragazzi in coda che non vedono l’ora di vivere l’atmosfera “di casa”, quella che per Federico Olivieri è la sua Gradinata e il suo amore per i colori blucerchiati. Tanto che nonostante il successo dopo la vittoria a Sanremo, ha voluto che il suo primo stadio fosse questo, riaprendolo alla musica 22 anni dopo l’ultimo grande concerto di Vasco Rossi.