Qualche giorno fa ho deciso di costruire un programma da zero. Non un proof-of-concept veloce, non uno script di poche righe: un'applicazione Windows vera, con interfaccia grafica, capace di analizzare ricorsivamente il filesystem, calcolare quanto spazio occupano le cartelle e i programmi installati, visualizzarli in percentuale rispetto allo spazio totale disponibile e, qualora si decidesse decide di farlo, disinstallarli direttamente dall'interfaccia stessa. Un'applicazione utile, fatta bene, che avesse un senso pratico nel mondo reale, che trae ispirazione da ncdu (NCurses Disk Usage), l'utility a riga di comando per analizzare lo spazio su disco nei sistemi operativi Unix-like o, tornando in ambiente Windows, da applicazioni come WizTree.

Ho deciso di svilupparla con l'aiuto di Kimi, un modello di intelligenza artificiale che forse in molti non conoscono ancora, ma che merita un ragionamento serio. Da premettere che non ho alcuna, o pochissime, competenze nella programmazione.

Questa storia ha pi� livelli. C'� quello tecnico, che racconta cosa vuol dire costruire software con un assistente AI come collaboratore. C'� quello economico, che riguarda il modo in cui i diversi modelli sul mercato gestiscono l'accesso gratuito e i limiti d'uso. E c'� quello che, per usare una parola grossa ma precisa, riguarda il futuro: chi potr� permettersi l'intelligenza artificiale migliore? E cosa succeder� a chi non potr�?