VENEZIA - È morto questa mattina (18 giugno) all’ospedale di Padova, dove era stato trasferito in condizioni disperate, il 30enne bengalese Rakib Dalal, vittima di una violenta aggressione avvenuta nella notte tra domenica e lunedì a Marghera. Con il decesso del giovane, la Procura di Padova ha aperto un fascicolo per omicidio per fare piena luce su quanto accaduto e individuare i responsabili.
L'aggressione Rakib Dalal, originario del Bangladesh e residente a Mestre, lavorava in un ristorante del centro storico di Venezia, in zona Ponte delle Guglie. Domenica sera, terminato il turno, aveva intrapreso il viaggio di ritorno verso casa. Secondo quello che sarebbe riuscito a raccontare ai familiari dopo aver ripreso conoscenza, sarebbe stato assalito da quattro o cinque persone che lo avrebbero colpito con estrema violenza. Il giovane era stato trovato all’alba di lunedì riverso a terra in via Fratelli Bandiera, a Marghera. Sul posto erano intervenuti i sanitari del Suem 118, che lo avevano trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Le sue condizioni, però, nella giornata di mercoledì hanno subito un tracollo, per cui si è reso necessario il trasferimento al policlinico di Padova.I familiari Nel frattempo i familiari, che dalla sera precedente non avevano più sue notizie, avevano iniziato a cercarlo senza riuscire a mettersi in contatto con lui. Solo martedì, dopo un breve miglioramento delle sue condizioni, il trentenne era riuscito a parlare con la madre. «Mi hanno picchiato, sono all’ospedale Angelo», le avrebbe detto al telefono. I genitori lo avevano immediatamente raggiunto e, preoccupati, gli avevano chiesto cosa fosse successo. Rakib avrebbe raccontato soltanto di essere stato aggredito da più persone, promettendo di spiegare ogni dettaglio una volta ristabilitosi. Quel momento, però, non è mai arrivato. Le condizioni cliniche del giovane sono peggiorate progressivamente fino al decesso avvenuto giovedì mattina. Le indagini La notizia ha suscitato profondo cordoglio nella comunità bengalese residente tra Venezia e Mestre e nel villaggio d’origine della vittima, nel distretto di Shariatpur, dove Rakib era conosciuto come un ragazzo tranquillo e benvoluto da tutti. Ora spetterà agli investigatori ricostruire con precisione le ultime ore di vita del trentenne e chiarire il movente del pestaggio. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare gli aggressori e verificare se il giovane conoscesse i suoi assalitori oppure se si sia trattato di un’aggressione maturata in circostanze ancora tutte da chiarire. La comunità bengalese chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda e che i responsabili siano assicurati alla giustizia.








