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Roberto Pezzali

Il padre del deep learning, uscito da Meta per fondare AMI, dal palco del Vivatech smonta due dogmi dell'industria AI: la fede nella scalabilità dei modelli linguistici e l'idea che l'open source sia pericoloso. Nel mirino Anthropic.

Come Jensen Huang a Taiwan, ogni volta che ci torna viene accolto come una rockstar, anche Yann LeCun a Parigi ha un numero enorme di sostenitori. Più di mille persone ieri hanno fatto quasi un'ora di coda davanti al teatro principale del VivaTech, la fiera in corso in questi giorni nella capitale francese, per ascoltare quello che aveva da dire il pungente ricercatore AI che, uscito da Meta, ha creato ora una sua azienda. Di LeCun molti ricorderanno i bisticci sul tema AI con Elon Musk, al quale il ricercatore francese ha risposto sfoderando i centinaia di paper tecnici che portano il suo nome, senza alzare la voce e rispondere a tono alle provocazioni del fondatore di Tesla, spesso sopra le righe.

LeCun ha le idee ben chiare sul futuro dell'IA, le ha già esposte in passato e lo ha ribadito anche ieri: scalare i modelli linguistici non porterà all'intelligenza artificiale generale e l'open source nell'AI non può essere considerato una minaccia da regolamentare.