Mentre l’industria dell’intelligenza artificiale continua a inseguire modelli sempre più grandi, addestrati a parlare, riassumere e rispondere su basi statistiche e probabilistiche, Yann LeCun - pioniere del deep learning, ex chief AI scientist di Meta e vincitore del Premio Turing - ha deciso di scommettere su un’altra idea di intelligenza: non solo un sistema abile nel linguaggio, ma una macchina capace di capire il mondo. Per trasformare questa visione in realtà, LeCun ha fondato Advanced Machine Intelligence (AMI), la startup che ha appena raccolto 1,03 miliardi di dollari.

Con sede a Parigi, AMI è stata valutata 3,5 miliardi di dollari pre-money e ha chiuso uno dei round seed più rilevanti mai visti in Europa. Fondata da meno di tre mesi, la startup ha già attirato alcuni dei nomi più pesanti della tecnologia e del venture capital: tra gli investitori confermati ci sono Nvidia, Cathay Innovation, Bezos Expeditions, Greycroft, Hiro Capital e HV Capital.

L’obiettivo è costruire un’intelligenza artificiale capace di comprendere il mondo fisico e agire nella realtà in modo più efficace rispetto ai modelli LLM centrati principalmente sul linguaggio: un nuovo «modello universale», come lo ha definito lo stesso LeCun.