Nel caso delle sorelline scomparse di Civitella Alfedena, nel cuore impervio del Parco Nazionale d’Abruzzo, il mistero ha un colore preciso: il rosso.
Undici giorni dopo la scomparsa di Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni, è stato rinvenuto un piccolo fermaglio per capelli su un sentiero di montagna adiacente alla casa famiglia da cui le due sorelle sono svanite nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026.
Un oggetto in apparenza banale — “minimo, quasi domestico” — ma dirompente sul piano investigativo. Le forze dell’ordine e i soccorritori lo considerano, con probabilità ritenuta elevata dalle fonti, appartenente alla dodicenne Sarah.
È il primo indizio materiale che incrina il silenzio dell’intera vicenda, finora alimentata soltanto da ipotesi, reticenze e ricostruzioni indirette. Il ritrovamento ha mutato a fondo ritmo e perimetro delle ricerche.
L’area è tra le più suggestive ma anche più severe del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: i tracciati che risalgono verso la Camosciara e la Val di Rose passano in pochi minuti da fondovalle a bosco fitto e alta quota, un contesto che rende complessa la perlustrazione e limita la visuale delle squadre.










