Dopo dodici giorni di ricerche senza esito, emerge la prima possibile traccia concreta. Un piccolo indizio che potrebbe riuscire a rompere il silenzio. Si tratta di un fermaglio per capelli. Rosso, decorato con fiorellini bianchi. Un oggetto che potrebbe diventare centrale nell’indagine sulla scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni di Minturno (Latina), sparite nel nulla la notte tra il 6 e il 7 giugno dalla comunità di Civitella Alfedena che le ospitava dal 2024. Il fermaglio è stato trovato da un medico, proprietario di una casa in zona, che lo ha notato durante una passeggiata. Era nelle vicinanze di un tracciato nella parte alta del paese, a circa 300 metri dalla struttura “Ofh Hope”, in un’area che ricade tra le località Prati del Molino e Colle Jajacque. Un punto non casuale. Da qui si segue un itinerario che conduce verso la riserva della Camosciara, dove ci sono villette stagionali, abitate quasi esclusivamente nei mesi estivi. L’oggetto potrebbe appartenere a Sarah, la più giovane delle due sorelle. Una conoscente avrebbe infatti riconosciuto il fermaglio, confermando di averlo visto più volte tra i capelli della ragazza. Un dettaglio che trova un primo riscontro anche nelle parole del padre, Stefano Di Giacinto, che tramite l’associazione Penelope afferma come la figlia fosse solita indossare accessori simili. «A casa conserva ancora una scatola con diversi fermagli che erano suoi», ha riferito. Il fermaglio sarà sottoposto ad accertamenti di laboratorio per verificare la presenza di materiale biologico e risalire, attraverso il Dna, a un’identificazione certa. Fino a quando non ci sarà una conferma, il reperto resta un indizio, non una prova. Il punto del ritrovamento si trova fuori dal perimetro immediato della casa protetta e lungo una direttrice compatibile con un allontanamento a piedi nelle prime fasi della fuga. Se confermato, indicherebbe che le ragazze si sono mosse verso la parte alta del paese prima di far perdere le proprie tracce. È dunque, da un lato, l’ipotesi di una fuga pianificata, già sostenuta da diversi elementi quali l’uscita notturna dalla struttura, passando dalla finestra della stanza studio, lo zaino con effetti personali e trucchi. Dall’altro, il sospetto che qualcuno possa averle aiutate o attese lungo un percorso prestabilito. Il tracciato dove è stato trovato il fermaglio non è isolato, ma neppure centrale. È una zona di passaggio di escursionisti. Gli inquirenti stanno valutando anche le immagini delle telecamere comunali e i percorsi veicolari in uscita dal paese quella notte, così come i tabulati di tre numeri telefonici, due dei quali appartengono a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre delle minori, fermi da 120 ore. Resta inoltre da chiarire se il fermaglio sia stato perso durante la fuga o lasciato in un momento successivo. Due scenari diversi, indicano gli investigatori. Nel primo caso, un passaggio rapido, forse concitato; nel secondo, una sosta o un cambiamento di direzione. Rinvenuta anche una maglia tecnica femminile su un altro sentiero, che però potrebbe essere stata persa da un’escursionista.