TREVISO – Dipendente dell'Usl porta avanti una transizione per cambiare sesso e chiede di cambiare anche il proprio nome. E l'Usl ha risponde approvando un nuovo regolamento per l’identità alias, rivolto al personale che ha intrapreso un percorso di affermazione di genere.Il provvedimento nasce anche dalla richiesta di una dipendente in transizione e applica quanto previsto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro della sanità. Permetterà ai lavoratori di essere identificati con un nome coerente con la propria identità di genere, anche prima della modifica anagrafica ufficiale.
L'alias L’identità alias potrà essere utilizzata, in via temporanea e solo negli ambiti interni, su badge, email, turni e altri strumenti di lavoro. Il regolamento definisce anche le modalità di richiesta e le garanzie di riservatezza. L’iniziativa rientra nelle azioni dell’Usl per migliorare il benessere lavorativo e creare un ambiente più inclusivo.I ringraziamenti«Ringrazio l’azienda per aver accolto la mia richiesta di essere identificata con il nome nel quale mi riconosco – racconta la dipendente –. Non è un capriccio, ma un percorso difficile, dal punto di vista fisico, psicologico ed economico». «Avevo solo 5 anni quando mi sono resa conto che ero in un corpo che non era il mio». La dipendente ringrazia colleghi, responsabili, famiglia e compagna per il sostegno ricevuto: «All’inizio pensavo che avrei dovuto cambiare lavoro per essere accettata. Così non è stato». «Finalmente, anche sul lavoro potrò essere chiamata con il nome che ho scelto e nel quale mi riconosco».







