La ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità: «Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna, cioè si uccide una donna in quanto donna»
Continua ancora lo scontro a distanza sul tema del femminicidio tra varie personalità politiche e l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. Stavolta è il turno della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella. A margine del dibattito “La demografia cambia la società”, organizzato a Roma da Adnkronos presso il Palazzo dell’Informazione, Roccella ha commentato duramente le recenti dichiarazioni del generale. «Penso che Vannacci non abbia molto chiara la differenza sessuale tra un uomo e una donna. Nel femminicidio non c’è una questione valoriale, cioè non è che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo, mi pare evidente, e non era certo questa l’intenzione del legislatore», ha dichiarato la ministra.
La replica del ministro Roccella su Vannacci e il femminicidio
Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle affermazioni di Vannacci, il ministro Roccella ha espresso una posizione netta: «Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna, cioè si uccide una donna in quanto donna».










