È stato definito un prezzo medio di riferimento di 140 euro a tonnellata per il pomodoro tondo, di 150 euro per il pomodoro lungo e di 210 euro il pomodorino, con un aumento di prezzo di 45 euro a tonnellata per il pomodoro biologico in tutte e tre le tipologie (ferma restando l’autonomia contrattuale delle singole aziende in sede di sottoscrizione dei contratti di fornitura). Si è convenuto di mantenere il differenziale tra tondo e lungo con l’obiettivo condiviso di valorizzare in modo specifico le produzioni di Pelato anche attraverso il comune sostegno al riconoscimento dell’IGP Pomodoro Pelato di Napoli.
È la sintesi dell’accordo raggiunto tra l’Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali), e le organizzazioni dei produttori (Op) del Bacino Centro Sud Italia per la prossima campagna di trasformazione del pomodoro, di cui l’Italia è tra i leader mondiali. Un accordo atteso dopo che quello per il Nord era stato raggiunto fin dal 30 marzo scorso.
L’intesa, si legge in una nota di Anicav è «frutto di un confronto responsabile e costruttivo tra le parti, conferma la volontà comune di garantire stabilità, programmazione e continuità operativa all’intera filiera del pomodoro da industria». Le parti hanno confermato l‘impianto del Contratto Quadro d’Area delle precedenti campagne 2024 e 2025.






