Gli incontri dei potenti parlano sempre più la lingua dei social: canzoni, selfie, anime, intelligenza artificiale e contenuti pensati per circolare dentro il feed

Per accogliere i leader arrivati al G7 di Évian-les-Bains, Emmanuel Macron ha scelto una canzone diversa per ognuno di loro. Non un dettaglio protocollare, ma una piccola regia social: l’arrivo dei capi di Stato e di governo, le strette di mano e le foto ufficiali sono stati trasformati in video pubblicati su Instagram, con una colonna sonora pensata per essere riconoscibile, commentabile, condivisibile.

A Giorgia Meloni è toccata Felicità di Al Bano e Romina Power. Per Donald Trump è stata scelta Love Is a Long Road di Tom Petty. Keir Starmer è arrivato con il tema di James Bond, The World Is Not Enough, mentre per Narendra Modi è partita Jai Ho, il brano diventato famoso con The Millionaire. Per Mark Carney, primo ministro canadese, Macron ha scelto Céline Dion. Per Ursula von der Leyen e António Costa una versione rock dell’Inno alla gioia. Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky una melodia del compositore Myroslav Skoryk.

Vista così sembra solo una trovata leggera, quasi da social media manager particolarmente ispirato. In realtà racconta qualcosa di più ampio: la comunicazione politica non si limita più a usare i social per rilanciare un incontro istituzionale. Sempre più spesso l’incontro istituzionale viene costruito anche per avere una seconda vita sui social.