Classe 1997, appassionato di viaggi, sport e cinema. Ritengo che la comunicazione, in ogni sua forma e sfaccettatura, sia lo strumento capace di trasformare il…
C’è un aspetto che accomuna il Santo Francesco d’Assisi e la nostra epoca, un tratto che non riguarda l’ecologia, né le battaglie contro la povertà, né la dolcezza un po’ oleografica che gli viene spesso attribuita come una seconda tonaca. Riguarda, piuttosto, l’ansia. Quella silenziosa, che si insinua soprattutto nelle generazioni più giovani e nasce dal dover dimostrare continuamente di valere, di andare bene, di meritarsi un posto nel mondo. Davide Rondoni, noto poeta e scrittore del panorama italiano, ha riflettuto a lungo prima di mettere mano al suo ultimo lavoro: «La ferita, la letizia. Faccia a faccia con San Francesco, poeta di Dio e del mondo», pubblicato da Fazi Editore a ottobre 2025. E la risposta che ha trovato, sfogliando secoli di immagini e testimonianze, è disarmante: «Quando svanisce il senso creaturale dell’esistenza subentra l’ansia – dice Rondoni-: il fatto di pensare che si debba sempre dimostrare di “andare bene”. Se non sei creatura amata e messa al mondo per un motivo buono, vuol dire che non va bene se sei nato». Francesco, invece, basava il proprio pensiero su una convinzione opposta: essere nati è già, di per sé, un’affermazione di bontà. La parola “creatura”, sostiene Rondoni, è rivoluzionaria proprio oggi, in un tempo che ha smesso di sentire il peso e la grazia di quel termine. Sarà questo il filo conduttore della conferenza che il poeta terrà lunedì 23 giugno alle 21 nel Chiostro del Centro Civico di San Bernardino a Caravaggio: un appuntamento promosso dalla Città di Caravaggio e dall’associazione deSidera, con il contributo di Regione Lombardia. L’ingresso alla conferenza è libero e gratuito, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti (in caso di maltempo l’incontro si terrà nell’adiacente Chiesa di San Bernardino). Durante la serata sarà possibile acquistare una copia del libro grazie alla collaborazione della libreria Come un fiore di loto di Caravaggio. L’incontro nasce dalla presentazione dell’opera ma ambisce a qualcosa di più: portare dentro a uno spazio fisico le pietre di un chiostro, l’aria di una serata bergamasca, la conversazione immaginaria che Rondoni ha intrattenuto con il Santo d’Assisi sulla pagina scritta, trasformandola in dialogo vivo con il pubblico.








