Come si dipinge un santo oggi? Nello specifico san Francesco d’Assisi, quello che per tantissimi fa parte dell’immaginario fin da piccoli, con il lupo, gli animali, il Cantico. Come si reimmaginano oggi le storie che ha dipinto Giotto?
A questa domanda risponde Creature e creatori. San Francesco e l’arte contemporanea, la mostra aperta il 22 maggio al Maxxi a Roma: l’esposizione, curata da Beatrice Buscaroli e organizzata per gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi, mette in dialogo opere della collezione del museo con alcune opere inedite. Nel percorso negli spazi Extra Maxxi sono esposti, tra gli altri, lavori di Maria Lai, Stefano Arienti, Paolo Canevari, Bruna Esposito, Piero Manzoni, Ettore Spalletti.
«Se c’è un santo che nella storia dell’arte non smette mai davvero di essere contemporaneo», scrive lo storico dell’arte Costantino D’Orazio in uno dei saggi contenuti nel catalogo, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, «quello è Francesco d’Assisi». Perché «l’iconografia francescana, più di altre, è un laboratorio di verità: non cerca soltanto di mostrare un santo, ma di capire come la santità possa incarnarsi in un corpo, in uno sguardo, in una ferita, in una povertà che non è ornamento morale ma forma concreta di vita».








