Roma, 18 giu. (askanews) – Mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds, l’Italia si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l’unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo.
Il progresso, sottolinea il report, “è ampio e diffuso”. Tutte le prime dieci università italiane migliorano la propria posizione, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare. L’Italia conta oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017: “Si tratta di un risultato particolarmente significativo in un Paese chiamato a confrontarsi con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita. Lo è ancora di più – spiega il dossier – se si considera che l’Italia continua a investire nell’istruzione superiore meno di molti dei suoi principali concorrenti. Secondo l’OCSE, la spesa per le istituzioni dell’istruzione terziaria equivale a circa l’1% del PIL, collocando il Paese nella fascia bassa delle economie avanzate. La crescita italiana poggia, dunque, sulla qualità della ricerca e sulla reputazione dei suoi atenei, non sulla spesa: un progresso reale, ma anche più fragile, che convive con debolezze strutturali ancora marcate nell’internazionalizzazione, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti”.










