Mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel «Qs World University Rankings 2027», di «Qs Quacquarelli Symonds», l’Italia si muove in direzione opposta: dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l'unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo. Tra i primi Atenei, a migliorare la posizione, è la Federico II: cresce sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni con una performance positiva del 16,1 per cento). Prima università italiana, nel rating mondiale, è il Politecnico (per il dodicesimo anno consecutivo) e, salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l’87esimo posto mondiale: il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un ateneo italiano.

LO STUDIO L’Italia - osservano gli specialisti di Qs - conta oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017. Si tratta di un risultato particolarmente significativo in un Paese chiamato a confrontarsi con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita. Lo è ancora di più se si considera che l’Italia continua a investire nell’istruzione superiore meno di molti dei suoi principali concorrenti. Maturità 2026, la guida completa: le prove scritte, il tototracce, le materie e come cambia l'oraleLa crescita italiana poggia, dunque, sulla qualità della ricerca e sulla reputazione dei suoi atenei, non sulla spesa: un progresso reale, ma anche più fragile, che convive con debolezze strutturali ancora marcate nell'internazionalizzazione, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti. Il risultato del Politecnico di Milano si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge alcune delle principali università italiane. L'Università La Sapienza di Roma raggiunge l'111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). L’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell'ultimo decennio (+40,9%), mentre l'Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%).Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica. Nel complesso, le cinque università italiane meglio classificate hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell'arco dell'ultimo decennio. Il Politecnico di Milano (+52,2%) e Sapienza (+50,2%) hanno sostanzialmente dimezzato la distanza che li separava dai vertici mondiali, mentre Bologna, Padova e il Politecnico di Torino consolidano la presenza italiana nella fascia delle prime 250 università al mondo. La crescita non si esaurisce però negli atenei di vertice. L'università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l'Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell'intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%).