Lo spyware sospeso tra pubblico e privato
Eleonora Tiribocchi
Powered by
Il caso Del Deo continua a far parlare. L’inchiesta della Procura di Roma che ruota attorno alla struttura clandestina di dossieraggio della “Squadra Fiore”, composta da ex appartenenti ai servizi segreti, ex forze dell’ordine e specialisti informatici, è focalizzata sugli accessi abusivi a sistemi informatici con cui avrebbero raccolto informazioni riservate e costruito dossier su persone e imprese. Non diversamente da come, a Milano, aveva fatto Equalize. Si moltiplicano i casi di agenzie investigative in grado di bucare la nostra privacy.
C’è un mercato dei trojan investigativi a gestione privata dove singole aziende concentrano competenze, tecnologie e relazioni strategiche. È qui che nasce un interrogativo: può uno strumento capace di entrare nei telefoni, leggere comunicazioni, acquisire dati e ricostruire la vita digitale di una persona essere sviluppato, gestito e commercializzato da aziende private? E soprattutto: chi controlla chi? Ci sono attori che rischiano di conquistare, nella transizione veloce di questo mercato, una posizione decisamente dominante? In questo contesto, uno dei nomi più citati dagli addetti ai lavori – e certamente tra i più noti – è quello di Cy4Gate, società specializzata in tecnologie cyber e intelligence e parte dell’orbita industriale di ELT Group, già Elettronica S.p.A., azienda italiana cresciuta soprattutto nel settore della difesa e della guerra elettronica. Del tutto estranea alle inchieste su Del Deo e su Equalize, ma case history utile a farci capire come si muove questo spaccato al confine tra sicurezza nazionale, attività investigative e tutela della privacy. Cy4Gate fornisce tecnologie destinate a clienti istituzionali, forze di polizia e organismi accreditati, proponendo strumenti che rientrano nel settore della cosiddetta lawful interception, ossia l’intercettazione effettuata nell’ambito di procedure autorizzate dalla legge.






