Con uno pseudonimo, Joe Newman, la voce della band britannica, pubblica un album da solista registrato a Los Angeles, lontano dalle dinamiche di gruppo: “Il telefono? Un sedativo moderno”

Per quasi vent’anni la sua voce è stata una delle firme più riconoscibili degli Alt-J, band capace di vincere il Mercury Prize, conquistare le classifiche britanniche e costruire una carriera da miliardi di stream. Oggi Joe Newman sceglie una strada in solitaria sotto lo pseudonimo di JJerome87, progetto nato lontano dalle dinamiche di gruppo e alimentato da una fase della vita che lo ha cambiato profondamente: la paternità. Il 26 giugno uscirà 'The Canyon', album d’esordio solista registrato a Los Angeles insieme al produttore Carlos de la Garza, un lavoro che mescola soul, songwriting cinematografico e frammenti di quotidianità tra realtà e immaginazione. Un disco che prende il nome da un piccolo caffè di Echo Park e che racconta al tempo stesso i coyote incontrati all’alba sulle colline di Los Angeles, le ossessioni digitali della vita contemporanea e la scoperta di osservare il mondo attraverso gli occhi di una figlia.

In una tiepida giornata di primavera l'AdnKronos incontra Newman a Milano per parlare di questa nuova avventura. Seduto davanti a un caffè, il musicista britannico racconta senza filtri la necessità di allontanarsi temporaneamente dagli Alt-J, il rapporto con il cinema che da sempre alimenta la sua scrittura e il modo in cui la nascita di sua figlia abbia cambiato il suo sguardo sulle cose. "Continuavo a scrivere - confessa - Stavo vivendo una quantità di emozioni nuove e avevo bisogno di raccontarle con una voce diversa".