Non è mai troppo tardi per riscrivere un copione, che in troppi recitano con qualche battuta imparata a memoria, senza averne mai compreso il senso. Amstaff, Pit Bull e incroci con queste razze, vengono considerati pericolosi e aggressivi, animali di cui non fidarsi, in quanto imprevedibili per natura. E se questa natura, dipendesse, in realtà, da tanti fattori differenti, compresi quelli interconnessi all'essere umano? Una cosa è certa, dopo aver letto questa storia, comprenderete che l'unico elemento indispensabile, affinché possa esistere un risultato felice, è proprio l'amore.

Una curiosa folla attorno a un cane

È l'11 aprile del 2021, l'Italia sta finalmente ricominciando a vivere, con qualche battuta d'arresto dovuta agli strascichi della pandemia, ma una cosa è certa: le strade si riempiono nuovamente e le persone si affrettano per godersi la primavera e un po' di aria fresca. Il centro di Palermo, di domenica, si riempie delle risate dei bambini e, tra queste, riecheggia quella di Vicenzo e Roberta, che, accompagnati da papà Raffaele, vengono attirati da una folla insolita, tutta raccolta attorno a qualcosa, o meglio, a qualcuno. Roberta è piccola e curiosa, così spinge la famiglia ad avvicinarsi al fitto nucleo di persone, tra cui, spiccano persino i carabinieri. Ad attirare questo sciame di gente, è una cagnolina, che per dimensioni, non è minuta, in quanto si tratta di un Pit Bull: si cercano i proprietari, ma l'animale è privo di microchip identificativo e farlo rimanere libero in città, potrebbe rappresentare un rischio per il cane stesso, quanto per gli abitanti della zona. Papà Raffaele, sente un istinto improvviso e compie quella che, cinque anni dopo, definisce come «una pazzia, tanto che i bambini erano increduli».