Ci sono storie che ti insegnano a non credere alle apparenze. E poi ci sono storie come quella del cane Charlie, che ti fanno vergognare delle etichette che diamo agli animali senza davvero conoscerli. Un anno fa, questo incrocio di Pit Bull era considerato un caso perso. Sopravvissuto a maltrattamenti e abbandoni, arrivava dal rifugio con un passato pesante alle spalle: rinchiuso per mesi in un capanno, divorato dalle mosche, con gravi infezioni cutanee e malnutrizione avanzata. I volontari lo avevano inserito nella categoria “potenzialmente aggressivo”, soprattutto con bambini e altri animali.
Poi è arrivata lei
La figlia di Brittany Briscoe ha visto Charlie e ha sentito, nel profondo, che dietro quello sguardo ferito c’era altro. “Non si è data per vinta, nonostante il rifugio cercasse di dissuaderla”, racconta. E così, contro ogni pronostico, Charlie ha trovato casa. E ha trovato amore. Da allora, il cane che doveva essere “pericoloso” si è rivelato il più dolce dei compagni: protettivo con il neonato, paziente con la bimba di due anni, affettuoso con tutti. Un’anima buona in un corpo segnato dalla sofferenza. Ma c’era ancora una sfida da superare: Genesis, il nuovo gatto di famiglia.






