Madrid. Per la prima volta in Spagna un ex presidente del governo ha dovuto rispondere, da indagato, alle domande di un giudice. E’ successo ieri con José Luis Rodríguez Zapatero, premier dal 2004 al 2011 e “punto di riferimento morale” della sinistra spagnola, come hanno dimostrato le reazioni costernate alle notizie delle ultime settimane. E’ accusato di associazione a delinquere, riciclaggio, traffico di influenze e falsità documentale. “Delitti gravi che non ho commesso”, si legge in un comunicato rilasciato da Zapatero dopo un’udienza durata circa tre ore. Si rammarica per coloro che lo ammiravano e ora sono delusi, ma promette che riuscirà a dimostrare la propria innocenza.Intanto si è avvalso della facoltà di non rispondere su un altro filone d’inchiesta emerso dopo il ritrovamento nel suo studio dei famosi gioielli che, ora lo sappiamo, valgono 1,3 milioni di euro. Per quelli le ipotesi di reato sono evasione fiscale e contrabbando. Zapatero ha bisogno di tempo per spiegare l’origine del tesoro, presentato dapprima come piccola eredità familiare da poche decine di migliaia di euro, poi come regalo dell’ex monarca saudita Abdullah. Il dono risalirebbe al 2007, anno in cui non vigeva una legge che vietasse di ricevere doni del genere. Però Zapatero, due anni prima, aveva fatto approvare un codice etico secondo il quale non bisognava accettare regali “al di là delle consuetudini abituali”, mentre quelli “di maggiore rilevanza” dovevano essere devoluti al patrimonio dello stato. In ogni caso andavano dichiarati al fisco.Dopo questo primo interrogatorio, gli spagnoli restano in attesa di spiegazioni più convincenti. Anche il giudice José Luis Calama è rimasto scarsamente delucidato. “La dichiarazione dell’indagato non è riuscita a confutare gli indizi razionali di reato esposti nel decreto di incriminazione”, scrive il giudice, che tuttavia non gli ha applicato misure cautelari come chiedeva l’accusa. Pochi credono che una figura pubblica come Zapatero possa darsi alla fuga, però pochissimi credono davvero alle sue parole.