Tantissime persone ieri pomeriggio per dare l’ultimo saluto all’imprenditore prateseRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn prima fila i figli Andrea, oggi presidente di Next Technology Teconotessile, e Susanna, attaccatissima al padre; la sorella Paola; gli Albini e Pitigliani (i cui genitori avevano avviato Piero ai mercati esteri); Alberto Nistri con il quale nel 1973 Piero aveva intrapreso la scalata Furpile (una galassia del distretto); Gianmario Bacca, insegnante di economia e commercio, amico di sempre, molti altri tra cui i commercialisti Baldi, Ballerini, Ciardi, Giugni, Compagnini, Limberti e altri; tanta Prato del gotha imprenditoriale, il presidente Confesercenti Stefano Bonfanti, professionisti ed estimatori perché, come diceva Piero Cavicchi, si può vivere una sola volta, ma se lo fai bene, una volta è assai.

Nella chiesa della Sacra Famiglia ieri pomeriggio erano in tanti ad attestargli riconoscenza. Una presenza viva quella di Piero, in mezzo a una fatica industriale. Un esempio, come si dice. Un maestro, di quelli che lasciano traccia non solo in famiglia, ma in azienda e in tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Un personaggio vero e schietto che rivendicava la sua anima votata al commerciale ("So quattro lingue perfettamente, chi altro a Prato come me?") ma anche alla voglia di rischiare e di scommetere su nuove produzioni, investendo risorse e fatiche, notti insonni e speranze. Come quando con il socio Alberto si lanciò direttamente nel mercato del tessile. E così nacque la Furpile, una delle prime aziende italiane a produrre pile e pelliccetta sintetica. Erano gli anni d’oro del tessile e l’azienda in poco tempo è cresciuta fino a diventare un vero e proprio gruppo imprenditoriale trovando casa, ingrandendosi, in via Frediani al Macrolotto 2.