Fratelli d’Italia accende i riflettori "sulla reale utilità e l’effettiva fruibilità del Centro Antidiscriminazioni inaugurato lo scorso 22 novembre a Lugo". La consigliera comunale Daniela Capucci, insieme ai colleghi del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia - Francesco Barone, Gian Marco Grandi, Elena Borrelli, Anna Baraldi e Marco Pezzi Algranati -, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco e alla Giunta per fare piena luce, scrivono "sulla gestione e sull’utilizzo di questo spazio pubblico".
Spiega la nota: "La richiesta di delucidazioni, nasce da ripetuti sopralluoghi effettuati nelle scorse settimane, volti a verificare l’accessibilità dei servizi per la cittadinanza. Nonostante il cartello esposto sulla vetrina indichi per lo sportello SAI di Anffas un orario di apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12:30, l’ufficio è risultato sistematicamente chiuso e privo di personale all’interno della stessa fascia oraria teorica di ricevimento.
Per quanto riguarda invece l’area del Centro Antidiscriminazioni LGBTI+, l’accesso è subordinato esclusivamente a una prenotazione telefonica che rimanda a un numero con prefisso della sede di Ravenna. Questa mancanza di una costante presenza fisica solleva forti dubbi sulla continuità del servizio e fa emergere il concreto rischio di una mancata fruizione logistica di un immobile concesso dall’Amministrazione Comunale. Attraverso l’interrogazione, viene chiesto alla Giunta un bilancio delle attività registrate dall’inaugurazione a oggi sul territorio di Lugo. Il testo esige dati chiari sul numero totale di richieste pervenute, sugli accessi fisici in presenza e sugli utenti unici che si sono realmente presentati nei locali del Pavaglione, distinguendo tra l’area Anffas e l’area LGBTI+. Viene inoltre richiesto il computo delle ore settimanali complessive in cui il personale è stato realmente sul posto.









