"Perché il futuro del continente passa per Kyiv?" è la domanda che si sono posti i relatori ieri sera al Circolo della Caccia. L’occasione è la presentazione del libro ‘L’Ucraina il destino dell’Europa’ dell’ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, che vanta un ampio curriculum nell’ambito degli affari internazionali. Con l’autore dialoga il due volte presidente del Consiglio Romano Prodi. Modera l’incontro il giornalista Beppe Boni. Al centro del dialogo le tensioni internazionali (ad esempio in Medio Oriente), come il conflitto russo-ucraino ha cambiato l’Europa, il mercato cinese e il rapporto con la Russia e la situazione negli Stati Uniti. Secondo Cangelosi, "l’Ucraina è oggi il punto decisivo in cui si misura il futuro dell’Europa – racconta –. Attraverso la guerra, la resistenza e la scelta europea di Kyiv, sicurezza, valori democratici e ambizioni geopolitiche del continente si intrecciano in un unico destino". Su Trump: "Il fatto che abbia preso l’impegno di sostenere l’Ucraina maggiormente, dà all’Europa un po’ di respiro", dice l’autore.

Boni invece sollecita Prodi su un possibile ingresso dell’Ucraina dentro l’Ue. "Sarebbe positivo, ma è difficile fare previsioni. È interessante vedere che, quando è stato fatto l’allargamento ad alcuni paesi dell’ex Urss, Putin mi diceva ’non mi interessa perché non riguarda la Nato’, che è la sua ossessione. Ora, nel caso dell’Ucraina, si riversa anche nei confronti dell’Ue. Spero che avvenga presto un esaruimento del conflitto e quindi la pace, ma ancora mancano gli elementi di base affinché avvenga. Mantenere l’unanimità impedisce all’Europa di decidere", spiega il Prof. E sul ’tycoon’ americano: "Lui è stufo di Netanyahu", afferma Prodi. Cangelosi si concentra sull’allargamento della Nato: "Se vogliamo evitare una guerra con la Russia è dura che gli ucraini arrivino nella Nato. Non dovesse entrare, bisognerà garantire la sicurezza dell’Ucraina".