PORDENONE - «Abbiamo sentito un rumore di vetri rotti, una gran confusione e subito dopo è entrato in sala un ragazzo completamente insanguinato. Probabilmente cercava rifugio». Chen, titolare della sala slot che si affaccia su piazzetta Bertossi, è stato tra i primi a rendersi conto di quanto stava accadendo martedì sera nel cuore del centro storico. «Ho fatto appena in tempo a capire la situazione e lui era già uscito. C’erano alcuni clienti qui con me che sono andati fuori a vedere cosa stesse succedendo, ma io non mi sono mosso, ho controllato le telecamere, mi sono chiuso dentro e ho chiamato subito la polizia. Quando succedono cose del genere faccio sempre così». «È avvenuto tutto all’improvviso», dice ancora Chen, che ieri attendeva l’arrivo delle forze dell’ordine per consegnare i filmati della videosorveglianza esterna del locale, che potrebbero essere utili per la ricostruzione reale dei fatti per l’individuazione dei colpevoli.

Il giorno dopo Ieri, mentre gli operatori erano impegnati a ripulire la zona dalle tracce di sangue e da quanto era rimasto a terra della rissa, saliva un po’ di curiosità tra i passanti: «Ma cos’è successo?», chiede una signora di passaggio, mentre un uomo in bicicletta risponde: «Sarà la solita scaramuccia tra stranieri». Ed è proprio questo il punto, la gente ormai ha una percezione della situazione tale che la rissa è diventata “solita”. «La gente è stanca di queste situazioni – racconta una delle ragazze della Frasca Pozzar, intenta a preparare aperitivi e pranzi –. Finché ci sono le forze dell’ordine in zona non succede nulla, ma appena se ne vanno accadono episodi come quello di martedì sera». Una percezione condivisa anche da molti frequentatori della piazzetta, che da tempo si trovano a vivere in un contesto non gradevole, con schiamazzi, consumo di alcol, presenza costante di giovani, soprattutto stranieri, a tutte le ore. «La rissa non l’ho vista, ne ho sentito parlare solo oggi (ieri per chi legge, ndr) – aggiunge Valentina Irimir della Frasca –. Però la sensazione è che bisogna stare attenti, soprattutto la sera, perché in giro c’è gente poco raccomandabile, questo purtroppo lo sappiamo tutti». Gli avventori E mentre sorseggia un aperitivo, Paolo osserva amareggiato: «Non sono di Pordenone, ma vengo qui spesso per lavoro. Vedere il sangue sulla piazzetta mi ha fatto impressione. È un peccato, perché questa città ha un grande potenziale e potrebbe essere davvero un bellissimo salotto». Tanti avventori della Frasca Pozzar, che si trova a pochi passi da dove è avvenuto il fatto, non erano al corrente di quanto era accaduto la sera prima, molti perché non risiedendo in zona non la frequentano oltre gli orari diurni, come Anna, seduta con alcune colleghe: «Abbiamo letto poco fa sui quotidiani del fatto, ma venendo qui in pausa pranzo non ci capita di assistere a brutte scene. Anzi, spesso abbiamo visto qui la polizia o le forze dell’ordine che trasmettono sempre un senso di sicurezza. Noi qui veniamo volentieri». Il problema «Purtroppo la presenza di tante persone senza una dimora e senza un lavoro in città sta diventando una costante - spiega un signore che vuole restare anonimo -, e più si creano gruppetti, soprattutto di stranieri, che se ne stanno solo per i fatti loro situazioni borderline ci saranno sempre più spesso. Qui accadono più spesso ora, ma tra qualche tempo quando magari qui si penserà di aver risolto il problema, ci si accorgerà che stanno succedendo in un’altra zona della città».