I guanti lunghi. Le curve mozzafiato. Rossi i capelli, i vestiti. Gilda batte, a due passi dalla Ghisolfa. Innamorata del sesso, dell’amore e purtroppo del Gino, balordo in galera. Un mondo a parte la Milano anni ’50. Microcosmo di povertà e cicatrici e bellezze. Da cui Noemi Apuzzo si è lasciata ispirare per il suo “Nei letti degli altri“, oggi e domani al Teatro Fontana per la regia di Joele Anastasi. Uno studio sulla Gilda. Nato nel vivacissimo orizzonte della Bottega Amletica Testoriana di Antonio Latella, che ha portato sguardi inediti sul drammaturgo di Novate. Un progetto in cui il classico s’intreccia al contemporaneo nell’estetica e nei temi: il desiderio, la classe sociale, il patriarcato e il corpo femminile, la marginalità sociale. Pensiero stratificato. Che gira intorno a lei, l’Atomica dei quartieri bassi. Ribattezzata Gilda dagli operai, dopo il film con la Hayworth. Sotto il mito, una donna vulnerabile e generosissima. Il cui sguardo è puro amore.D.Vinc.
Nei letti degli altri. Studio sulla Gilda del Mac Mahon
I guanti lunghi. Le curve mozzafiato. Rossi i capelli, i vestiti. Gilda batte, a due passi dalla Ghisolfa. Innamorata del...











