"Non può passare il messaggio che per qualcuno le regole possano essere interpretate". È l’affondo di Barnaba Borghini di Alleanza civica sulla vicenda Mutonia, dopo il nuovo ricorso al Tar presentato da Giorgio Ricci contro l’atto con cui il Comune ha dichiarato l’interesse pubblico del campo dei Mutoid. Un ricorso che sposa le idee del consigliere. "Quando si parla di urbanistica, edilizia e rispetto delle regole – osserva Borghini – non si parla soltanto di burocrazia o estetica. Le norme servono a garantire la sicurezza di chi vive o frequenta quei luoghi". Borghini richiama gli obblighi imposti a chi costruisce o ristruttura: impianti a norma, scarichi regolari, requisiti igienico-sanitari e sicurezza strutturale. "Nessuno mette in discussione il valore culturale di Mutonia – prosegue – ma riconoscerlo non significa ignorare i problemi tecnici e urbanistici. Quanto possono essere sicure strutture nate fuori dalle normali regole edilizie? Come vengono gestiti scarichi e impianti? Sono questioni concrete, non ideologiche". La critica investe anche la gestione della vicenda. "Mutonia è cresciuta per anni sotto gli occhi delle amministrazioni – incalza Borghini – in un’area non destinata a uso residenziale stabile. Non siamo contro Mutonia, ma contro il modo in cui la situazione è stata affrontata. Legalità, sicurezza ed equità devono valere per tutti". Sul ricorso interviene anche il consigliere FdI Piscitelli. "Giorgio Ricci ha tutto il diritto di rivolgersi alla giustizia – afferma – che potrà fare luce sui fatti sulla base degli atti". Piscitelli distingue il valore del sito dalla sua abitabilità. "Mutonia può restare una meta turistica e un luogo visitabile – aggiunge – ma se il sito non è idoneo non si può più vivere lì".