Un giudice fa riaffacciare i padroni di Mondello dalle finestre del loro fortino liberty al centro della baia: esultano in queste ore i tifosi dello status quo, i sacerdoti del “si stava meglio quando si stava peggio” e, diciamolo pure, i tanti detrattori del fantadeputato La Vardera, che è stato uno dei volti della battaglia per la legalità nella borgata marinara cara ai palermitani. Insomma, si fa risentire quell’anima diffidente e caustica, poco incline al cambiamento, che storicamente è la maggioranza silenziosa di questa città.
Ma la questione, permetterete, è un po’ più complessa. C’è un prefetto, il rappresentante dello Stato a Palermo, che ha accertato, con gli strumenti investigativi di cui dispone, che sulla Italo-Belga grava pesantemente l’ombra della mafia. Che una ventina di familiari di mafiosi gravitavano all’interno della società. Che la stessa Italo-Belga affidava i lavori a un’impresa in mano ai Genova, al centro di inchieste e condanne giudiziarie. Non da ora, da anni. Per questi motivi, ricordiamo, la Italo-Belga è stata commissariata. E sulla base di questo provvedimento, la Regione ha revocato dopo 116 anni di concessione ininterrotta - un record planetario - l’affidamento dei lidi.








