HomeFerraraCronacaAtto d’accusa di Farinelli: "Quei militanti inascoltati. Così chiudono i circoli Pd"Comacchio, il segretario Dem analizza la pesante sconfitta e punta il dito "Perché le persone alla fine si stancano. E allora si perdono volontari e iscritti".Samuele Bellotti stringe la mano allo sconfitto. Walter Cavalieri FoschiniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Non si costruisce un’alternativa facendo finta di non vedere", Michele Farinelli è il segretario del Partito democratico di Comacchio. Affida a quella che è una sorta di lettera aperta le sue riflessioni sulle elezioni, che hanno sancito la vittoria di Samuele Bellotti, il candidato scelto dal centrodestra che ha ottenuto il 56,43%. E la sconfitta di Walter Cavalieri Foschini, Pd, fermo al 43,57%. Riflessioni, ma anche bacchettate: "Il Pd deve avere il coraggio di guardarsi dentro. Per anni alcuni segnali sono stati evidenti. Troppo spesso, però, si è preferito girare la testa dall’altra parte". E ancora: "Un circolo non chiude quando mancano le risorse economiche. Un circolo chiude quando le persone smettono di credere che il proprio impegno abbia un senso".

"Perdere fa male – così comincia Farinelli –. Sarebbe ipocrita dire il contrario. Fa male perché ci abbiamo creduto. Fa male perché abbiamo lavorato tanto. Fa male perché attorno a questa campagna elettorale si sono avvicinate persone nuove, giovani, cittadini che non avevano mai fatto politica e che hanno deciso di mettersi in gioco per il bene della propria comunità. Ma una comunità politica si giudica soprattutto da come reagisce alle sconfitte. E oggi il primo dovere è costruire il futuro, sostenendo il lavoro dei consiglieri di Io Voto e di Sì Può, che rappresentano un’intera coalizione e migliaia di cittadini che hanno scelto un’alternativa". L’amarezza e l’atto d’accusa. "Ariva il giorno in cui vedi l’ex consigliere regionale Pd Marco Fabbri, eletto per anni accanto a Marcella Zappaterra e grazie ai voti di una comunità politica di centrosinistra – punta il dito – festeggiare la vittoria della coalizione guidata dal centrodestra a Comacchio. E allora una riflessione va fatta. Non è una questione personale. È una questione politica. Perché si può essere stati in minoranza nel Partito Democratico di Comacchio. Si può avere avuto idee diverse. Si possono avere avuto divergenze strategiche o amministrative.