TREVISO - Uno sportello informativo per la mediazione familiare all’interno del tribunale di Treviso. Al quale possono rivolgersi gratuitamente coppie in conflitto o in una situazione di controversia familiare. Il fine, ovviamente, è quello di garantire la tutela e il maggior interesse dei figli, oltre che di attenuare la situazione di conflittualità. Se la coppia deciderà poi di intraprendere effettivamente questo percorso, verrà indirizzata verso altri mediatori familiari (il tribunale ha stilato un apposito elenco), in modo tale da garantire l’imparzialità della procedura.
La figura del mediatore familiare, fortemente valorizzata dalla riforma Cartabia, non si pone comunque in conflitto con l’attività del legale, ma serve anzi ad attenuare la conflittualità della coppia e a convogliarne le energie nell’elaborazione di un piano genitoriale che abbia come riferimento il bene del minore. Molte volte, infatti, la maggiore difficoltà per i coniugi sta nel non riuscire a raggiungere un linguaggio di comunicazione comune durante la situazione di conflittualità. Lo sportello è già attivo (ha preso il via proprio questo mese): è aperto il secondo e il quarto lunedì di ogni mese dalle 14 alle 16, nella stanza 002 al piano terra del palazzo di giustizia di via Verdi. A spiegare la novità è la presidente del tribunale Daniela Ronzani.Maxi truffa sulle auto, condannato il pilota Alain Valle: 8 anni di reclusione per associazione a delinquere Come funziona La mediazione familiare è uno dei metodi di soluzione delle controversie alternativo all'iter giudiziale. Ha trai suoi principi e obiettivi, la natura compositiva del conflitto e la riorganizzazione delle relazioni familiari. «La riforma Cartabia - spiega la presidente Ronzani - ha introdotto nel diritto di famiglia figure ausiliari di supporto alla giurisdizione. La finalità è quella della risoluzione delle conflittualità familiari e l’individuazione di un piano genitoriale a tutela dei minori. I mediatori familiari, nominati dal giudice d’ufficio o previo consenso delle parti, sono figure finalizzate proprio a risolvere queste problematiche». «Come tribunale - prosegue la giudice Ronzani - con l’attivazione di questo spazio informativo diamo attuazione alle indicazioni della riforma Cartabia. Abbiamo iniziato un lavoro, che prenderà la forma di linee guida, dove andremo ad esaminare, attraverso un tavolo tecnico allargato con rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura, psicologici, psicoterapeuti e servizi sociali, proprio le figure introdotte e valorizzate dalla Cartabia. E cioè il mediatore familiare, il facilitatore, il coordinatore genitoriale, il ctu e il curatore speciale del minore». «Il mediatore familiare - dettaglia la presidente -, secondo quanto prevede la Cartabia, può essere interpellato dalle parti prima di adire al giudice oppure durante il processo può essere lo stesso giudice a invitare le parti a farne ricorso. Abbiamo stilato, attraverso un’apposita commissione, un elenco di mediatori con determinati requisiti». Sono all’incirca una mezza dozzina.Ryanair, volo in ritardo di 11 ore. La passeggera fa causa: rimborso da 400 euro, ma deve pagarne 200 di spese legali Il percorso «Siccome è prevista l’attivazione di turni, alcuni di questi mediatori (al momento un paio, ndr) incontreranno gratuitamente la coppia e le spiegheranno quale percorso può essere intrapreso. Poi verrà stilato un resoconto dell’attività e la coppia sarà libera di scegliere se proseguire nel percorso ricorrendo alla mediazione o meno. Chi sarà in servizio a questo sportello non si occuperà poi anche del successivo percorso concreto di mediazione, proprio per garantire imparzialità, ma indicherà altri colleghi professionisti a cui rivolgersi». Proprio a questo fine, l’attivazione dello spazio informativo è stato esteso anche ai mediatori non iscritti nell’elenco stilato dal tribunale. L’indicazione della possibilità di rivolgersi fin da subito a questo servizio viene inoltre posta dal tribunale nello stesso decreto di fissazione dell’udienza nelle cause di separazione. Insomma, l’obiettivo è chiaro: aiutare le coppie e le famiglie attraverso un servizio innovativo e avvertito come sempre più necessario, che sposta il focus dallo scontro giudiziario a una giustizia più collaborativa.






