L"accordo Usa-Iran riduce il rischio di una stagflazione in Europa.
L"intesa tra i due Paesi, e la successiva normalizzazione dei prezzi del petrolio (future sul Brent +0,7% a 79,5 dollari al barile ieri, in linea con la media degli ultimi cinque anni), significano che lo shock stagflazionistico dovrebbe attenuarsi nella seconda metà dell"anno con il rallentamento del tasso sui prezzi al consumo che potrebbe sostenere una certa ripresa della crescita in Europa, prevede Emmanuel Cau, strategist di Barclays.
Le sfide macroeconomiche restano numerose, ma la riduzione del rischio estremo di uno shock persistente su petrolio e tassi dovrebbe spianare la strada alla ripresa del cosiddetto «broadening trade» (più settori partecipano al rialzo dei mercati), aggiunge l"esperto.
Con il petrolio in calo del 50% dai massimi, il profilo rischio-rendimento dell"Europa sta migliorando.
Inoltre, il ritracciamento recente guidato dal settore tecnologico ha mostrato i vantaggi della diversificazione.








