| 18 Giugno 2026 02:01 |
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(Adnkronos) – Ci sono voluti quarantasei anni per passare dal Velodromo Vigorelli a San Siro. Dal ruolo di spalla dei Kiss nel 1980 al palco dello stadio più iconico d’Italia, gli Iron Maiden completano a Milano un percorso che assomiglia a una lunga marcia attraverso la storia dell’heavy metal. E il traguardo non è un concerto qualsiasi: per la prima volta il Meazza ospita uno show metal, consegnando alla band britannica una serata destinata a restare negli archivi della musica dal vivo italiana. All’ingresso dello stadio il colpo d’occhio è eloquente. Ci sono i fan che seguono Steve Harris e compagni dagli anni Ottanta ma anche ragazzi che non erano ancora nati quando uscì ‘Fear of the Dark’. Molti indossano magliette consumate dal tempo, altri le hanno acquistate da poco. Cambiano le generazioni, non l’amore per la loro musica. Ad aprire la serata sono gli statunitensi Trivium, formazione guidata da Matt Heafy e tra i nomi di riferimento del metal moderno in un mix efficace di metalcore e thrash. Un compito non semplice davanti a una platea arrivata soprattutto per assistere all’evento della serata.
Bruce Dickinson, Steve Harris e compagni salgono sul palco alle 21 in punto. Il ‘Run For Your Lives Tour’, pensato per celebrare il cinquantesimo anniversario della band, è un viaggio attraverso i primi nove album della loro carriera, da ‘Iron Maiden’ del 1980 a ‘Fear of the Dark’ del 1992. Un percorso che coincide con la costruzione stessa della New Wave of British Heavy Metal, movimento che gli Iron Maiden hanno contribuito a definire e rendere globale. La storia d’amore tra Milano e gli Iron Maiden dura da quarantasei anni. Il loro debutto in città risale al 1980, quando salirono sul palco del Velodromo Vigorelli come gruppo di supporto ai Kiss. Nello stesso anno suonarono anche a Castel Sant’Angelo e i fan lo ricordano ancora come un battesimo di fuoco.














