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Stefano Montefiori

Il padrone di casa Macron e l’accordo in 14 punti: «È ottimo, grazie al presidente Usa»

DAL NOSTRO INVIATOEVIAN-LES-BAINS L’Europa e il Canada approvano l’intesa firmata dall’America con l’Iran e daranno una mano nello Stretto di Hormuz; in cambio l’America si riallinea agli europei nel «sostegno indefettibile» all’Ucraina contro l’invasore russo. Questo sembra essere l’accordo di fondo che ha portato a un G7 che è stato «obiettivamente un successo», ha detto entusiasta Macron nella conferenza stampa finale, giudizio condiviso anche dai meno inclini a subire il fascino della grandeur francese, come la premier Giorgia Meloni.

Il summit di Evian è andato bene, anche meglio delle previsioni. Solo diplomazia, certo, ma i G7 questo sono. I 14 punti dell’accordo Usa-Iran — diffusi ieri dalla Casa Bianca — sono solo un quadro di massima, un memorandum di intesa che andrà riempito di elementi concreti nei prossimi 60 giorni, in particolare per quanto riguarda la rinuncia da parte di Teheran all’uranio arricchito che potrebbe servire per la bomba atomica. Gli obiettivi dichiarati dell’attacco israelo-americano all’Iran sono cambiati più volte, ma ieri in conferenza stampa Trump ha ripetuto che si è sempre solo trattato di impedire all’Iran di acquisire la capacità nucleare e «spazzare via Israele». Questo oggi, secondo Trump, è il cuore della questione e «se gli iraniani non faranno i bravi siamo pronti a bombardarli di nuovo, per una settimana, due settimane, due mesi, due anni, quel che serve, possiamo farlo, non mi costa niente, abbiamo l’esercito più potente del mondo».