Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLe bevande spiritose non ridono mica più tanto. Per fortuna il futuro delle distillerie italiane può essere rappresentato anche dal bioetanolo per le automobili. Segno dei tempi.
La parola d’ordine all’ottantesima assemblea annuale di Assodistil era, appunto: diversificazione. Gli italiani non bevono più come una volta. E le nuove tendenze di consumo non compensano quello di un tempo che fu. Risultato: la domanda interna si fa sempre più debole. Nel 2025 il consumo di spirits in Italia si è attestato a circa 125 milioni di litri, con un’ulteriore flessione del 10 per cento rispetto al 2019. Reggono gli amari e gli altri liquori, che rappresentano la maggioranza dei consumi, mentre il rum (11 per cento) ha superato la tradizionale grappa (10%) incalzata quest’ultima anche dalla vodka (8 per cento) e dal gin (7 per cento). Nello specifico, si conferma la tendenza degli ultimi anni, ossia che si beve meno ma si beve meglio, con distillati e liquori di migliore marca e prezzo; nonché, che si beve per lo più in modalità miscelata (cocktail), anche nella formula giovane da supermercato “Ready to drink”. In questo panorama, meno male che le bevande spiritose continuano ad andare forte all’estero con un export 2025 di 1,7 miliardi di euro, comunque in calo del 5 per cento rispetto al 2024.








