Roma, 16 giu. (askanews) – Nel 2025 l’export di Spirits made in Italy ha toccato quota 1,7 miliardi di euro, con un calo del 5% rispetto al 2024 ma con una crescita del 33,7% rispetto al 2019. I consumi, nel 2025, si sono attestati a 125 milioni di litri e sono diminuiti del 10% rispetto al 2019. E’ quanto emerso nel corso dell’ottantesima assemblea di Assodistil, che si è svolta oggi a Roma, durante la quale è stata scattata la fotografia di un comparto, quello delle bevande spiritose, che sta attraversando una fase particolarmente complessa, caratterizzata da nuove tendenze di consumo, una domanda interna debole, tensioni geopolitiche e commerciali che continuano a generare incertezza sui mercati internazionali e di conseguenza un rallentamento del commercio mondiale.

Nel corso dell’assemblea sono anche stati presentati degli studi realizzati da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research, che hanno delineato uno scenario economico con elementi di fragilità e una crescita contenuta dei consumi da parte delle famiglie italiane, fortemente condizionata dall’aumento delle spese obbligate e dai costi energetici. Sempre più consumatori, infatti, adottano comportamenti prudenti e selettivi, privilegiando acquisti consapevoli e orientati alla qualità. Nonostante questo, le imprese del comparto mostrano una buona capacità di tenuta: secondo l’Osservatorio Distillati di Format Research gli indicatori economici delle aziende del settore continuano infatti a collocarsi su livelli superiori alla media nazionale, confermando una sostanziale stabilità anche nelle prospettive per il 2026.