COLLE UMBERTO - Canoni di locazione non pagati per 61mila euro: il Comune di Colle Umberto porta in tribunale Inwit spa che ha in affitto un'area comunale dove ha installato un impianto di telecomunicazione elettronica, costituito da antenna, parabole, ponti e apparecchiature radio e accessori. «Siamo finiti in questa querelle come tanti altri Comuni commenta il sindaco Sebastiano Coletti - un furto legalizzato a opera dello Stato ai danni dei Comuni». Il contratto di locazione era stato stipulato ancora nel 2017, con durata fino al 2025, tra il Comune di Colle Umberto e Vodafone spa, ora Infrastrutture Wireless Italia (Inwit). Il Comune aveva concesso un'area di 48 metri quadrati posta in via dell'Industria sulla quale era stata installata l'antenna telefonica. Il canone di locazione convenuto era di 10mila euro annui, oltre a iva al 22%, somma da corrispondere in due rate semestrali. E da quando, era il marzo 2020, Inwit è subentrata a Vodafone non ha più corrisposto il canone di locazione, accumulando così un debito verso le casse comunali di 61mila euro.
IL CONTENZIOSO Il Comune di Colle Umberto prima della scadenza del contratto di locazione si è rivolto al tribunale di Treviso, promuovendo un ricorso contro Inwit per ricevere i canoni non versati. E il giudice, nel dicembre 2025, aveva notificato il decreto ingiuntivo con cui obbligava la società a pagare la somma di 61mila euro. Un provvedimento a cui a stretto giro Inwit ha deciso di fare opposizione, notificando al municipio di Colle Umberto l'atto di citazione a comparire in tribunale a Treviso, con udienza già fissata per il 21 luglio 2026. Al Comune non è rimasto che costituirsi in giudizio, affidando l'incarico all'avvocato Maria Dolores Bottari. LA NORMA «Una normativa recente spiega il sindaco di Colle Umberto che di professione è avvocato - apre le porte alle grandi compagnie a pagare canoni di locazione di soli 800 euro annui, in barba ai nostri bilanci e alla sostenibilità dell'ente. Per noi Comuni questa è una entrata corrente che serve a pagare spese correnti, come bollette per l'energia o il trasporto scolastico, e non averla più diventa un problema. La norma prevede solo una tassa di occupazione di 800 euro annui. È vergognoso che a livello centrale facciano simili norme perché, dopo aver fatto digerire ad una comunità l'installazione di un'antenna che ha tutta una serie di risvolti sociali, almeno ci deve essere un introito adeguato. E non si capisce perché se quell'antenna fosse su un terreno privato, Inwit pagherebbe normalmente un canone di locazione, mentre se il terreno è pubblico solo 800 euro». Il contenzioso è aperto, così come una trattativa per trovare una mediazione. «In un periodo storico in cui tutto aumenta, e come Comune facciamo fatica a mantenere invariate le tariffe dei servizi, non avere più 10mila euro all'anno, ma soli 800 euro, diventa un grosso problema» conclude Coletti.Antenna Vodafone: il giudice condanna la società che ora dovrà risarcire l'affitto al Comune di Borgo Valbelluna







