Il campione del mondo Tadej Pogacar ha vinto per distacco la prima tappa del Giro di Svizzera nel circuito italiano di Sondrio. Sena alcuna difficoltà: “Non mi sono accorto nemmeno cosa accadeva dietro di me, ho pensato solo a pedalare e tenere il ritmo più giusto”
Settanta chilometri di fuga solitaria alla prima delle cinque tappe del Giro di Svizzera 2026, rifilando dai 2 ai 4 minuti a tutto il resto degli iscritti: Tadej Pogacar ha scherzato sul circuito di Sondrio, dominando senza quasi fatica, ritrovandosi da solo in testa alla corsa, vincendo in scioltezza e in solitaria. Dando un ulteriore segnale devastante in vista del Tour de France del prossimo 4 luglio, tingendosi già di giallo, lo stesso colore del leader del giro elvetico. Il tutto senza quasi volerlo: "E' andata bene, ma non era certo nei miei piani…"
Pogacar e la fuga da 70km in solitaria: "Non era nei piani" Dopo la vittoria anche la beffa: Roglic, Van der Poel, Carapaz e tutti gli altri hanno faticato, lottato, studiato tattiche e strategie provando a gestire l'esordio al Giro di Svizzera che durerà cinque tappe. Ma che è già finito. Colpa e merito sempre e solo suo, di Tadej Pogacar che, tornato dopo quasi due mesi di assenza alle gare, ha strapazzato tutti, senza volerlo e in modo talmente superiore da lasciare esterrefatto lo stesso campione sloveno: "Non era certo nei piani, ma è andata bene… Grazie ai miei compagni di squadra, che sono riusciti a rallentare il gruppo degli inseguitori: mi ha permesso di aumentare il mio vantaggio. Domani ci aspetta un'altra tappa dura ma potremmo provare a vincere la tappa con un altro corridore". Pogacar vince senza quasi accorgersene: "Ho pensato solo a pedalare" Un successo che è nato senza pianificazione, grazie ad una forma a dir poco perfetta, grazie alla quale Pogacar ha gestito con la massima serenità ciò che c'era da gestire: "L'inizio della tappa è stato abbastanza facile, ma dalla prima salita in poi è diventata davvero difficile. E' stata dura? Sì ma poi mi son detto: andiamo. Non ho più capito né visto cosa stesse accadendo dietro a me, ho semplicemente deciso di continuare a pedalare. Anche con l'ammiraglia non avevo alcun collegamento. Una volta accumulato un buon vantaggio, ho semplicemente deciso il ritmo più giusto e l'ho mantenuto fino al traguardo. E' stato molto divertente stare in testa".











