Partirà con una tappa tutta italiana da Sondrio a Sondrio in Valtellina, ma non è questa la principale particolarità del Giro di Svizzera 2026, al via domani, quanto piuttosto la presenza al via di Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno è alla prima partecipazione alla corsa, ridotta da otto a cinque giorni e quindi ottima per lui sia per preparare il Tour de France senza stancarsi troppo, sia per aggiungerla al suo palmares, che comprende ormai quasi tutte le corse a tappe 'minori - Giro del Delfinato, Parigi-Nizza, Giro di Catalogna, Tirreno-Adriatico e Giro di Romandia, mancano il Giro dei Paesi baschi e appunto la corsa elvetica -, in un Paese dove corre volentieri avendovi anche vinto il titolo iridato due anni fa. Pogacar arriva in gran forma all'appuntamento, dopo i chilometri macinati sulla Sierra Nevada, in Spagna. "Abbiamo fatto un buon periodo di allenamento in altura, è andato molto bene, sia a livello personale sia di squadra - ha sottolineato - e mi sento forte e motivato, mentre mi preparo per il Giro di Svizzera. Il fatto che sia la mia prima volta rende il tutto ancora più emozionante". Un appunto curioso: dato che la gara femminile si svolgerà sulle stesse strade e negli stessi giorni di quella maschile, Pogacar condividerà le fatiche con la compagna, Urska Zigart, che corre per il team AG Insurance Soudal. Al Giro di Svizzera cercheranno di tenere testa allo sloveno della Uae Emirates il connazionale Primoz Roglic, Richard Carapaz, Lenny Martinez, Mathieu van der Poel e Tom Pidcock. Anche l'italiano Antonio Tiberi si segnala tra i più probabili concorrenti fino a domenica, in una percorso che prevede tappe molto mosse, ad eccezione della terza, più favorevole ai velocisti, e della crono di 23,7 km di sabato. Gran chiusura domenica, in una frazione di montagna che propone 4.200 metri di dislivello in soli 150 chilometri.